mercoledì 3 settembre 2014

Apparato respiratorio

Iniziamo con un'introduzione dell'apparato respiratorio.. Soprattutto, cos'è? Cosa ci permette di fare?


L'apparato respiratorio è l'insieme di organi che consente lo scambio di gas tra il sangue e l'ambiente esterno.
In maniera più semplice permette l'introduzione di ossigeno, indispensabile per il metabolismo aerobio, e l'eliminazione di anidride carbonica, residuo di reazioni chimiche.

L'apparato respiratorio è costituito dalle vie aeree e dai polmoni.
Le vie aeree sono formate dal naso, dalla faringe, dalla laringe, dalla trachea e dai bronchi. Mentre i polmoni sono la sede degli scambi gassosi.




Parlando più precisamente delle vie aeree..






Le cavità nasali- 

Il naso ha una parte scheletrica, sostenuta da ossa del massiccio facciale (mascellari e nasali), da alcune cartilagini e da fascetti muscolari. 
L'aria entra nelle vie aeree attraverso le narici, attraversa i vestiboli per accedere alle fosse nasali. 
Le fosse nasali, divise dal setto nasale, si trovano nello spessore dei mascellari e hanno una parete laterale tortuosa per la presenza dei turbinati, i quali mettono in comunicazione la colonna aerea con le cavità, che si trovano nello spessore delle ossa limitrofe (frontale e mascellare). 
Le pareti delle fosse nasali sono rivestite da mucosa di tipo respiratorio, cioè fornita di un epitelio (tessuto) vibratile.

La faringe-


Dalle fosse nasali, l'aria passa nella faringe, canale in comune fra gli apparati respiratorio e digerente. Al termine della faringe si trovano infatti la laringe e l'esofago posteriormente. 




La laringe-
La laringe è sostenuta da un'impalcatura fibrocartilaginea, è ancorata all'osso ioide da un insieme di membrane fibroelastiche. 
La laringe ha una notevole muscolatura, con una possibilità di movimenti reciproci estremamente sofisticata (ha consentito all'uomo l'acquisizione della parola). 
Essa è tappezzata di mucosa respiratoria, che a livello della cartilagine tiroidea si solleva in due pliche per ogni lato: la coppia superiore è quella delle corde vocali false, mentre quella inferiore è formata dalle corde vocali vere.#

La laringe è un organo a forma di imbuto rovesciato, formato da cinque pezzi di cartilagine, di cui uno forma l'epiglottide e un altro il cosiddetto “pomo d'Adamo” ed è sede delle corde vocali.
Tra le corde vocali vere si apre la glottide, che è il punto più stretto delle vie aeree superiori. 


#Curiosità

Le corde vocali false (pieghe vestibolari) servono di protezione ma non sono di alcuna utilità per la fonazione.

Mentre le corde vocali vere (legamenti vocali) servono per protezione delle vie aeree e sono l'organo fondamentale della fonazione.








La trachea e i bronchi principali-


Dalla cartilagine cricoide si diparte la trachea, 
costituito da una serie di anelli fibrocartilaginei incompleti sul versante posteriore, e tenuti insieme da una tunica fibrosa. 
All'altezza della quarta o quinta vertebra toracica la trachea si biforca e dà origine ai due bronchi principali, 
i quali ne conservano la struttura e ne condividono il rivestimento, che consiste in mucosa di tipo respiratorio, con epitelio di rivestimento ciliato e numerose ghiandole mucose e sierose.



I bronchi lobari-
I bronchi principali si dividono nei bronchi lobari. Queste ramificazioni successive, che formano il cosiddetto albero bronchiale, si distribuiscono a tutto il parenchima polmonare; fino ai lobuli polmonari si conserva la struttura ad anelli fibrocartilaginei incompleti e ciò consente a questi canali di non chiudersi.




Ora passiamo ai polmoni..



I polmoni sono due organi parenchimatosi, contenuti nella cavità toracica, divisi dal mediastino, che contiene l'esofago, la trachea e il cuore. 
La base di ciascun polmone appoggia sul diaframma. La faccia centrale è in rapporto col mediastino, e su di essa si trova l'ilo polmonare, ossia il punto di ingresso dei vasi e dei bronchi principali. 
Il polmone destro è più grande del sinistro: infatti a sinistra la cavità toracica ospita anche il cuore. 

Il polmone destro è distinto in tre lobi, mentre quello sinistro in due, in più ha lingula polmonare. 
I lobi sono separati da fenditure, dette scissure.

Dopo la nascita i polmoni possiedono molta aria, tanto da galleggiare nell'acqua. 
L'aria è contenuta negli alveoli, piccolissimi spazi delimitati da sottili lamine di epitelio, che viene attraversato dai vasi capillari che partono delle arterie polmonari. 
Negli alveoli le spesse pareti capillari hanno il compito di separare l'aria respirata dal sangue, ciò facilita gli scambi gassosi tra i due compartimenti.

L'acino polmonare è una regione del polmone alimentata da un bronchiolo terminale. 
L'acino polmonare ha origine dal bronchiolo respiratorio: questo dà origine a un dotto alveolare, dal cui lume si estendono i vari alveoli polmonari. L'insieme degli alveoli e del relativo dotto alveolare forma l’acino. Attraverso i capillari che ricoprono gli alveoli il sangue si può rifornire di ossigeno.
Il polmone non è irrorato solo dalle arterie polmonari, ma anche dalle arterie bronchiali che derivano dall'aorta toracica e trasportano sangue arterioso.
La pleura è una membrana sierosa, che avvolge ciascun polmone ed è formata da due foglietti. Un foglietto viscerale, che riveste il polmone in ogni suo lobo, e un foglietto parietale, che riveste invece la parete interna della gabbia toracica. 
La cavità pleurica compresa fra i due foglietti contiene un liquido che facilita lo scorrimento del polmone nel corso della respirazione.





Ci sono parole specifiche, che non si usano tutti i giorni, quindi ho creato dei collegamenti che portano al dizionario "Treccani", che sicuramente spiega meglio di me.

FONTI: 
questo sito e questo,
Google immagini, 
libro di testo "Invito alla biologia.blu". 





mercoledì 4 giugno 2014

Il sistema scheletrico e muscolare

IL SISTEMA SCHELETRICO

Lo scheletro umano è un endoscheletro, cioè una struttura di sostegno posta all'interno del corpo, composta da 206 ossa legate tra loro da 68 articolazioni.
Funzioni delle ossa:
- sostenere il peso del corpo
- permettere i vari movimenti
- proteggere gli organi interni
- intervengono nella formazione delle cellule del sangue, globuli rossi e bianchi (emopoiesi).

Le ossa possono essere suddivise in due gruppi funzionali, che hanno una funzione protettiva:
-scheletro assile, formato da 80 ossa: la testa, la colonna vertebrale, la gabbia toracica.
-scheletro appendicolare, formato da 128 ossa: gli arti superiori e gli arti inferiori.



Nello scheletro umano sono presenti 36 vertebre, separate fra loro da dischi cartilaginei, e sono suddivise in:
-7 cervicali, la prima e la seconda vertebra hanno una forma particolare che permettono l'articolazione con il cranio e i numerosi movimenti del collo
-12 toraciche alle quali sono articolate le 12 paia di costole
-5 lombari, subiscono maggior sollecitazione quindi sono più robuste
-5 sacrali, fuse nel cosiddetto osso sacro
-3/5 coccigee, fuse nel coccige.




Le ossa possono essere classificate in quattro categorie. 
1# Le ossa lunghe, come l'omero o il femore, hanno una parte terminale tondeggiante, epifisi, a cui è collegata la parte dell'osso centrale più lunga, diafisi.
2# Le ossa brevi sono generalmente cuboidali e sono costituite da osso spugnoso, e sono quelle del polso e della caviglia.
3# Le ossa piatte sono laminari, sottili ma robuste e incurvate. Hanno il compito di sostenere e proteggere gli organi interni. Sono ossa piatte la maggior parte delle ossa del cranio, le scapole, lo sterno e le costole.
4# Le ossa irregolari sono quelle ossa che non corrispondono a nessuna delle tre categorie esaminate, e appartengono a questa categoria le vertebre.




L'epifisi è l'estremità tondeggiante delle ossa lunghe. Fa parte dell'articolazione mobile. Formata da tessuto osseo spugnoso e contiene midollo osseo rosso.

La diàfisi è la parte centrale delle ossa lunghe. Delimita al suo interno il canale midollare, cavità contenente il midollo osseo giallo.

La metàfisi è la porzione intermedia tra epifisi e diàfisi. Questa è la zona in cui avviene la crescita dell'osso nel bambino e nell'adolescente. Il disco epifisario è responsabile dell'accrescimento dell'osso ed è formato da cartilagine ialina.

Il periostio serve a proteggere l'osso, ma è anche la sede del passaggio di vasi sanguigni e nervi.







Ossa del cranio e del viso 

Le ossa che compongono il cranio sono particolari: ossa piatte di forma rotonda si incastrano tra di loro tramite articolazioni fisse, chiamate sature. Le ossa della testa sono 22 a vengono divise in ossa craniche e ossa facciali.
Le ossa craniche sono quelle che proteggono l'encefalo, mentre le ossa facciali sono invece quelle che sostengono i muscoli del viso e i denti. 





L'OSSO COMPATTO E L'OSSO SPUGNOSO


Esistono due tipi di architettura ossea:

1\\ l'osso compatto che appare omogeneo 
2\\ l'osso spugnoso, composto da una rete di sbarrette e lamine ossee che racchiudono cavità più o meno ampie.


L'insieme delle caratteristiche di resistenza e robustezza delle nostre ossa sono determinate dalla loro struttura microscopica, che nell'osso compatto si basa su unità funzionali chiamate osteoni. 
Ogni osteone è formato da lamelle di matrice extracellulare concentriche, tra le quali sono intrappolati in lacune gli osteociti. 
Tra le cellule e le lacune si formano dei canalicoli di comunicazione pieni di liquido extracellulare, attraverso i quali le cellule restano a contatto in maniera indiretta.
Il tessuto compatto costituisce l'80% dello scheletro e si trova nella diafisi delle ossa lunghe. Mentre il restano 20% è costituito da tessuto spugnoso. Dove si trova il tessuto spugnoso? 
Possiamo trovarlo al centro delle diafisi e nelle epifisi delle ossa lunghe, e infine nelle ossa piatte, irregolari e brevi. 

L'osso spugnoso, a differenza dell'osso compatto, non è formato da osteoni, ma da trabecole. 
Le trabecole sono colonne ossificate di matrice extracellulare e osteociti, come prima confinati in lacune e comunicanti tramite canalicoli.
Nel suo complesso il tessuto ha l'aspetto di una rete, infatti è una rete ossea di sostegno per il midollo rosso. 

LE ARTICOLAZIONI

Le articolazioni sono il punto di incontro di due o più ossa; permettono il movimento o semplicemente permettono di mantenere una postura. 
A seconda della loro differente mobilità possono essere di tipo mobile (es. spalla), semimobile (es. vertebre) o fisse (es. cranio).

Le articolazioni vengono classificate in base al tipo di tessuto connettivo che tiene unite le ossa.

1# ARTICOLAZIONI FIBROSE
Queste articolazioni hanno tra le ossa tessuto connettivo ricco di fibre collagene, ad esempio quelle del cranio; a causa della loro forma sottile e seghettata vengono chiamate sature. 
A questo tipo di articolazioni appartengono articolazioni con movimento scarso o nullo.

2# ARTICOLAZIONI CARTILAGINEE
Le ossa sono separate da cartilagine fibrosa. Anche in questo caso si tratta di giunture poco mobili e sono di questo tipo le articolazioni intervertebrali.

3# ARTICOLAZIONI SINOVIALI
Queste ultime articolazioni sono costituite da uno spazio ben delimitato fra due ossa = cavità sinoviale, che contiene del liquido, necessario ad ammortizzare i movimenti. Queste articolazioni sono molto flessibili e permettono grande mobilità, ad esempio il ginocchio e la spalla.
 

IL SISTEMA MUSCOLARE





È distinto in tre tipi diversi per struttura, funzione e localizzazione.

-Il tessuto muscolare liscio, di tipo involontario.
-Il tessuto muscolare cardiaco, striato ma di tipo autocontrattile.
-Il tessuto muscolare striato o scheletrico, di tipo volontario.


-Il tessuto muscolare liscio
Il tessuto muscolare liscio costituisce la muscolatura dei visceri e dei vasi sanguigni, la cui contrazione è involontaria. 

Questo tipo di tessuto muscolare ha le seguenti particolarità:
  • contrazione lenta e prolungata
  • contrazione indipendentemente dalla volontà e mediata dal sistema nervoso autonomo
  • contrazione che avviene per tutto il muscolo contemporaneamente: questa è la caratteristica più importante del muscolo liscio. Il muscolo si comporta proprio come se si trattasse di un'unica fibra, anche se nella realtà ci sono più fibre che si susseguono l'una all'altra. 
È costituito da fibrocellule muscolari lisce, ricchissime nel loro citoplasma di miofibrille, che sono le unità elementari per la contrazione muscolare. Queste miofibrille sono disposte in tutte le direzioni, da ciò si comprende la mancanza della striatura trasversale che caratterizza il tessuto. Questo tipo di tessuto è presente, nei vasi sanguigni, nello stomaco, nell'intestino, nella vescica e in altri organi interni.

-Tessuto muscolare cardiaco
Il tessuto muscolare cardiaco è composto da cellule muscolari, caratterizzate da una striatura trasversale analoga alle fibre muscolari scheletriche.
Le fibre cardiache non vengono attivate da uno stimolo nervoso esterno, ma sono dotate di autocontrattilità.
La forma delle fibre muscolari cardiache è cilindrica, ma le cellule spesso si biforcano alle estremità formando una rete tridimensionale. Le cellule cardiache hanno un unico nucleo e sono interconnesse tra loro a livelli dei dischi intercalari, porzioni di sarcolema ispessito dove sono presenti gunzioni comunicanti. Grazie a questi stretti rapporti, le cellule si contraggono quasi simultaneamente. Circa un terzo del volume di una cellula muscolare cardiaca è occupato dai mitocondri, vere e proprie centrali energetiche cellulari indispensabili per il continuo funzionamento del muscolo cardiaco.


-Tessuto muscolare striato
Il tessuto muscolare striato (o scheletrico) è formato da elementi cellulari lunghi e sottili detti fibre muscolari striate o fibrocellule striate. Il muscolo scheletrico si contrae in maniera volontaria, ed è il caso dei riflessi spinali (come quando si colpisce il ginocchio con un martelletto).
La fibra muscolare striata ha forma grossomodo cilindrica. Contiene numerosi nuclei, situati nelle immediate vicinanze del sarcolemma (la membrana cellulare delle cellule muscolari).
Nel citoplasma sono presenti numerosi apparati di Golgi, particelle di glicogeno, molti mitocondri, il reticolo sarcoplasmatico, cioè il reticolo endoplasmatico liscio, e le miofibrille, che costituiscono la parte contrattile delle fibre muscolari. L'unità contrattile presente nella miofibrilla è il sarcomero, costituito da due tipi di filamenti proteici: i filamenti sottili e i filamenti spessi, ordinati secondo uno schema ben preciso.



Contrazione muscolare 


Il sarcomero è l'unità morfofunzionale e contrattile del muscolo striato scheletrico e cardiaco; i componenti peptidici principali sono:
-miosina (filamenti spessi disposti lungo il sarcomero)
-actina (filamenti sottili disposti lungo il sarcomero)
-altre proteine strutturali che permettono e favoriscono il mantenimento della struttura. 









Per contrarsi il muscolo ha bisogno di energia, cioè di ATP, la quantità di ATP che può accumulare dura solo 5 secondi, poi deve essere nuovamente sintetizzata. 




FONTI:
WIKIPEDIA 
GOOGLE IMMAGINI 
LIBRO DI TESTO (invito alla biologia.blu)

lunedì 28 aprile 2014

giovedì 9 gennaio 2014

lunedì 6 gennaio 2014

Un regalo per LUCA

E' arrivato il Natale.. E anche quest'anno ci tocca chiamare tutti i parenti per gli auguri.. e non dobbiamo dimenticarci di L.U.C.A.! Nooo, non Luca il cugino, neanche lo zio, ma l'ultimo antenato comune universale, in inglese last universal common ancestor = L.U.C.A.

E' una teoria riguardante l'ultimo ipotetico organismo vivente dal quale tutti gli organismi attuali discendono. 
Ciò vuol dire che, l'organismo in questione rappresenterebbe l'antenato comune più recente di tutto l'insieme degli attuali organismi viventi. A volte si tende a credere che LUCA sia il primo organismo vivente esistito, ma non è così.
L’ultimo ipotetico antenato dal quale discenderebbero tutti i moderni esseri viventi. Vecchio tra i 3,6 e i 4,1 miliardi di anni, L.U.C.A. sembrerebbe essere una gigantesca cellula che viveva negli oceani e dalla quale, circa 2,9 miliardi di anni fa, si sono originati i tre domini della vita: gli archeobatteri, i batteri e gli eucarioti.

Ciò vuol dire che ci vuole un regalo anche per lui..
Cosa regalare a qualcuno che ha quasi quattro miliardi di anni!? Direi che un bel paio di pantofole comode, oltretutto natalizie, gli farebbero comodo per fare altrettanta strada! 




Ho trovato informazioni su questo sito, e su wikipedia! 

domenica 24 novembre 2013

mercoledì 13 novembre 2013

I VULCANI

























Un vulcano è un'apertura naturale della crosta terrestre attraverso la quale il magma sale fino a riversarsi in superficie tramite un'eruzione-


Un vulcano viene definito ATTIVO se ha eruttato negli ultimi 10 mila anni, QUIESCENTE se il tempo di riposo è più lungo del periodo di riposo precedente e ESTINTO se l'ultima eruzione è avvenuta più di 10 mila anni fa. 





Un'eruzione vulcanica è l'emissione all'esterno di materiale magmatico solido, liquido o aeriforme!
Durante la risalita l'azione del magma sulle rocce circostanti determina una tipica attività sismica, questi terremoti associati al movimento del magma sono detti tremori. 
Dal luogo di origine il magma risale verso l'alto perché è meno denso e quindi meno pesante, del materiale solido che gli sta attorno. 

Il magma che risale dal mantello e alimenta una zona di accumulo prossima alla superficie detta camera magmatica, che fuoriesce attraverso un varco, chiamato camino vulcanico.
Quest'ultimo comunica con un cratere, apertura attraverso la quale trabocca la lava. 
Quando il magma raggiunge la superficie diventa lava-




FONTI: libro di testo "Le Scienze della Terra" e google immagini

lunedì 11 novembre 2013

ROCCE IGNEE

Le rocce ignee possono essere suddivise in plutoniche, o intrusive, e vulcaniche, o effusive, questa suddivisione è basata sulla tessitura.
La tessitura è l'espressione del grado di cristallinità e della dimensione dei cristalli presenti in una roccia.


Le rocce intrusive hanno una tessitura faneritica- cristalli che appaiono ad occhio nudo e hanno una grana molto più grossolana.
Le rocce effusive hanno una tessitura afanitica- formatasi per raffreddamento estremamente rapido del magma, dà alla roccia una grana finissima o addirittura rocce vetrose.
Le rocce vulcaniche possono avere una tessitura porfirica- in cui i cristalli sono visibili a occhio nudo si muovono in una massa di fondo molto più fine.



A seconda dei minerali che contengono le rocce ignee possono risultare chiare o scure.
Le rocce chiare sono dette felsiche o sialiche, ricche di quarzo e feldspato, mentre le rocce scure sono dette mafiche o femiche e sono ricche di anfiboli, pirosseni e olivina (tutti i minerali a base di magnesio e ferro).
Si dicono ultramafiche o ultrafemiche quelle costituite esclusivamente da pirosseni e olivina.




In base alla quantità di silice, le rocce ignee vengono distinte in:

# acide (SiO2 > 66%)
# intermedie (52 < SiO2 < 66%)
# basiche (45 <SiO2 < 52%)
# ultrabasiche (SiO2 < 45%)









FONTI: libro di testo "Le Scienze della Terra"

domenica 10 novembre 2013

I PLUTONI

I plutoni sono corpi magmatici che si sono consolidati nel sottosuolo e sono circondati da altre rocce, chiamate rocce incassanti.

I plutoni hanno forma e dimensioni variabili.
Il magma in risalita deve perciò crearsi lo spazio man mano che si intrude. Il magma o scalza grandi blocchi di rocce sovrastanti, o fonde le rocce circostanti, oppure si inietta nelle rocce aprendosi un varco.







BATOLITI (a): sono i plutoni di grandi dimensioni e si estendono per centinaia o migliaia di kilometri quadrati. Definiti ammassi i batoliti di dimensioni minori. 
Sappiamo che i batoliti si estendono e si allargano verso il basso per 10/30 km, fino a costituire tutta la parte inferiore della crosta continentale. Quelli più profondi, hanno contatti sfumati ed è difficile distinguere i limiti con le rocce circostanti. Mentre i plutoni granitici in superficie mostrano contatti netti e disposizione trasversale rispetto alle rocce incassanti.
La composizione interna non è omogenea, e il granito può mostrare strutture che ricordano rocce sedimentarie o metamorfiche. Tutto ciò vuol dire che i batoliti si formano in situ per progressiva granitizzazione delle rocce circostanti a seguito del processo di anatessi.



Alcuni corpi plutonici di medio-piccole dimensioni possono solidificare a bassa profondità quando il magma riesce ad aprirsi la strada quasi fino alla superficie. 

Questi corpi plutonici iniettati possono incunearsi nelle rocce incassanti in due modi: concordante, cioè parallelo agli strati delle rocce sedimentarie, oppure discordante.
L'intrusione dei corpi concordanti può avvenire in due modi: per separazione degli strati già presenti o per inarcamento delle rocce sovrastanti.

FILONI-STRATO (b):  sono corpi concordanti di forma tabulare e spessore da qualche centimetro a centinaia di metri. 
Si distinguono da una normale colata di lava per due caratteristiche: dalle maggiori dimensioni dei cristalli, dovute alla lenta solidificazione nel sottosuolo, e dagli effetti termici, cottura o dissoluzioni, sulle rocce con cui sono a contatto.

LACCOLITI (c):  si formano per iniezione del magma lungo i piani di stratificazione delle rocce, ma invece di essere tabulari sono convessi verso l'alto, cioè inarcano le rocce soprastanti e assumono la forma di un fungo.

DICCHI O FILONI (d): sono corpi discordanti, a forma tabulare e tagliano secondo vari angoli la stratificazione delle rocce incassanti. Si intrudono lungo fessure aperte dalla pressione dell'iniezione magmatica o nelle fratture che si formano in zone in via di sprofondamento. Lo spessore può variare da pochi centimetri a parecchie decine di metri.




FONTI: libro di testo "Le Scienze della Terra"

mercoledì 30 ottobre 2013

ViscoDens

Come prima cosa cercherò di spiegare la differenza tra VISCOsità e DENSità, termini che a volte vengono confusi-

La viscosità è la tendenza a fluire, e varia in funzione della composizione chimica. Ciò vuol dire che la viscosità dipende dai legami che si sono tra le particelle.

Meeeentre, la densità dipende da come si sistemano le particelle in un corpo. La densità è il rapporto tra la massa di un corpo e il suo volume.
Ad esempio l'acqua è densa e poco viscosa.


Ora racconterò l'esperienza avuta con i miei genitori cercando di spiegargli questo concetto!

Ho iniziato con la domanda "Voi l'acqua come la definite, densa o viscosa?", ho notato le loro facce perplesse e ho modificato la domanda sostituendo l'acqua con l'olio!

A questo punto si sono illuminati e hanno risposto "denso"!! Dopo la mia spiegazione sul volto di mia mamma ho visto quasi indifferenza, mentre mio padre mi ha chiesto una seconda spiegazione, non convinto mi ha detto che avrebbe cercato sul dizionario! 


Non sono sicura di essere riuscita nell'intento.. 



martedì 29 ottobre 2013

Cristallizzazione magmatica

I magmi basici che si generano per fusione parziale del mantello, tendono a riunirsi in masse di dimensioni sempre maggiori e a risalire verso la superficie terrestre.
Durante la risalita dei magmi, essi si raffreddano e cominciano cristallizzarsi: cioè inizia il loro processo di trasformazione, dallo stato liquido a quello solido, nel quale ci può essere una successione ordinata di cambiamenti --> serie di reazione, che si può verificare in due modi:

1 // Reazione continua, quando il minerale all'inizio del processo si forma e cambia successivamente la propria composizione, mediante una sostituzione di ioni. Reazione che avviene nei feldspati. 
2 // Reazione discontinua, propria dei minerali mafici, quando inizialmente la cristallizzazione del minerale muta la propria struttura cristallina, creando altri minerali.

Queste serie di reazioni sono dette SERIE DI BOWEN, che prende il nome da un mineralista americano. Ed essa consiste in due filoni convergenti, uno a reazione continua e una a reazione discontinua. 



Lo stadio finale della cristallizzazione del magma è chiamato idrotermale, a causa dell'abbondanza d'acqua a temperatura relativamente elevate. 
La differenziazione magmatica è un processo nel quale il magma originario viene separato a formare rocce di differente composizione mineralogica. 

In alcuni casi i minerali già cristallizzati vengono separati dalla restante massa fusa, mediante il processo di cristallizzazione frazionata- 



FONTI: libro di testo "Le Scienze della Terra" 

venerdì 25 ottobre 2013

Genesi dei magmi

La parziale fusione è il processo fondamentale che porta alla genesi dei magmi-

Solidus = sono i valori limite di temperatura e pressione, nel momento in cui inizia la fusione del primo minerale, in un qualsiasi punto della crosta o del mantello.


Esistono tre processi di fusione parziale:

# aumento della temperatura: causato da un innalzamento del gradiente geotermico;
# abbassamento del solidus: cioè i valori limite di temperatura e pressione, a cui inizia la fusione del primo minerale di una roccia, nella crosta o nel mantello;
# decompressione adiabatica; cioè una diminuzione di pressione senza perdita di calore.


Le rocce più abbondanti che costituiscono la crosta sono il granito -> roccia felsica intrusiva, e il basalto-> roccia mafica effusiva.


La maggior parte dei magmi è basica e definiti magmi primari, i quali derivano dalla fusione parziale di peridotiti, rocce del mantello superiore, costituiti da pirosseni olivina, ed altri minerali accessori; mentre in minoranza i magmi sono anatettici, ottenuti dalla fusione parziale. Parlando di anatessi ci si riferisce al processo di fusione parziale di rocce crostali (sedimentarie, ignee, metamorfiche) a causa dell'azione dei gas e dei fluidi ad alta temperature in risalita da parti più profonde della crosta.

Il rapporto tra temperatura di fusione del magma e la pressione a cui è sottoposto- 
Nel magma granitico al diminuire delle pressione, la temperatura di fusione aumenta, mentre in quelli basaltici diminuisce. 
Cosicché i magmi granitici solidificano prima a differenza dei magmi basaltici.





FONTI: libro di testo "Le Scienze della Terra"

martedì 22 ottobre 2013

Processo magmatico e rocce ignee

Il processo magmatico rappresenta l'insieme di quei fenomeni che per raffreddamento e solidificazione di un'originaria massa fusa ad alta temperatura, detta MAGMA, portano alla formazione di rocce ignee.


Le ROCCE IGNEE, dette anche magmatiche o eruttive, si formano per raffreddamento di magma incandescente. La temperatura è compresa tra 650 e 1300
°C,  che si origina all'interno della terra.
Le rocce ignee si possono dividere in rocce vulcaniche e rocce plutoniche. 


ROCCE VULCANICHE: dette anche rocce effusive, sono originate dalla solidificazione di un magma che fuoriesce sulla superficie terrestre.
ROCCE PLUTONICHE: dette anche rocce intrusive, sono originate dalla solidificazione per lento raffreddamento di un magma che sta all'interno della crosta.






IL MAGMA





Il magna è un fuso di silicati ad alta temperatura che, risalendo
dalle zone superiori del mantello o dalla crosta profonda, 
assume il nome di lava.

Il magma si presenta come un liquido incandescente che ha temperature variabili tra 650 e 1300 °C.
I valori più bassi si presentano nei magmi ricchi di SiO2, che originano le rocce plutoniche, quelli più elevati nei magmi poveri in SiO2 associati alle lave eruttate dai vulcani.
La lava si raffredda rapidamente e perde i gas disciolti: presenta perciò caratteristiche diverse dal magma da cui deriva e che si originò all'interno della Terra.  

Durante la salita verso la superficie terrestre, il magma subisce cambiamenti sia fisici che chimici. 
La pressione continua a diminuire a causa del raffreddamento possono separarsi e cristallizzare alcuni componenti chimici, mentre nuovi componenti possono essere prelevati dalle rocce crostali con le quali il magma viene in contatto. 




Anche l'acqua è presente nel magma sotto forma di gas in soluzione e costituisce circa il 90% in volume dei gas disciolti. 

L'acqua come altri gas presenti nel magma (come il diossido di carbonio, lo zolfo, l'azoto, l'argon, il cloro, l'idrogeno..) vengono indicati collettivamente con il nome VOLATILI.


L'emissione di questi volatili nel magma che trabocca in superficie è chiamata DEGASSAZIONE.



Altre caratteristiche fisiche dei magmi sono la densità e la viscosità.
La densità è dovuto alla composizione chimica, alla temperatura, e alla pressione, mentre la viscosità cioè la resistenza al fluire, è influenzata dal grado di polimerizzazione del magma.
I magmi caratterizzati da un elevato contenuto di silice, chiamati ACIDI, sono meno densi e più viscosi, mentre quelli caratterizzati da un minor contenuto di silice, chiamati BASICI, sono più densi e meno viscosi.





FONTI: libro di testo "Le scienze della Terra" e google immagini